Rivista dell'Università in Movimento

Aree tematiche



Anno II, Numero 6, Luglio-Settembre 2011                                                         ISSN 2038-4041

La riorganizzazione dell'università contro i saperi dissonanti

di Francesca Coin

Il chewing-gum

di Silvia Dai Pra'

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Regole e Università

Il numero 6 di menodizero  è dedicato al nesso  Regole-Università. Il tema è affrontato in modo ampio, da un punto di vista non solo tecnico-istituzionale, ma anche etico, culturale, politico ed economico. Al primo ambito di trattazione (principalmente ma non esclusivamente) si richiamano gli interventi redatti da  Adalgiso Amendola, che analizza i nuovi statuti universitari a partire dai  modelli di governance  scaturiti dalla riforma dell'università,  da Andrea Lenzi e Carla Barbati, i quali avanzano delle proposte di riordino del Consiglio Universtario Nazionale, e da Alessandro Pezzella, che invece interpreta il processo di riforma che investe lo stesso organismo. All'ambito etico e culturale si riallacciano le riflessioni di Alessandro Viti, che ci racconta delle aspirazioni dei nuovi intellettuali trenta-quarantenni decisi a lavorare e a confrontarsi oltrepassando gli steccati di un'etica solo individuale, e di Ugo Mattei, che conversando con Gianni Piazza prospetta un'università pubblica regolata dal principio del bene comune. Del legame fra regole, università e politica ragionano invece Francesca Coin, che osserva come alla riorganizzazione taylorista dell'università preceda e consegua la demolizione dei saperi dissonanti, e Walter Tocci, che in un'articolata intervista discute con ricercatori e insegnanti di proposte e politiche volte ad affermare una più equa società della conoscenza. Al rapporto esistente fra economia, regole di mercato e ricerca scientifica si richiama infine l'acuta polemica di George Monbiot, che con ironia ci invita a riflettere sulle disastrose conseguenze dell'imposizione di un regime monopolistico nell'ambito dell'editoria accademica. In ultimo, in controgiornale  Silvia Dai Pra' affida ad un chewing-gum il significato di un apologo sulla relatività delle regole.